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Ispra si affaccia sulla sponda orientale del lago Maggiore, a nord di Angera e di Ranco. Sulle pendici, dei due rilievi rocciosi: il Monte del Prete e il Monte dei Nassi  si possono ammirare le antiche fornaci di calce e i ruderi del Castello di San Cristoforo. Fanno parte del paese anche alcune frazioni, Cascine e Barza e  il CCR, il Centro Comune di Ricerca  ente di ricerca dell'Unione Europea che qui ha la sua unica sede italiana.
Pur offrendo un terreno aspro e roccioso, Ispra fu abitata fin da tempi antichissimi: sono state ritrovate tracce inequivocabili delle popolazioni che qui risiedevano durante l'età del Ferro e che facevano parte della cosiddetta Cultura di Golasecca.
Interessante è anche il complesso della Chiesa di San Martino formato dall'unione di due chiese orientate in direzioni opposte: la più antica del 1600 guarda verso il lago e l'altra del 1700, verso la piazza. Il bel campanile che le sovrasta fu costruito nel 1680.
L'attività turistica a Ispra non è certamente un fenomeno recente, sono infatti del 1800 le grandi e ricche dimore signorili che, con i loro superbi giardini, abbelliscono tutto il territorio circostante.
Ispra è infine caratterizzata dal lungo sviluppo della riva del lago. La costa è quasi interamente percorribile e servita per lungo tratto da un'attrezzata passeggiata pedonale che si sviluppa nel modo seguente:

Partendo dall'imbarcadero in Piazzale Rapazzini Proseguire verso nord sul lungolago Vespucci si oltrepassa il circolo velico, costeggiando il lago sulla scogliera, per imboccare il percorso pedonale tra le rocce. Un ponticello mobile porta a superare l’ingresso di Villa Sagramoso Brivio e, salendo, a incontrare la prima fornace.

Un tratto di strada sterrata si sviluppa fra numerose ville, portando a un sentiero che, con una ripida scalinata, accompagna alla seconda fornace. Voltando a sinistra su strada asfaltata si raggiunge, in discesa, un’altra fornace posta in riva al lago. Si prosegue costeggiando il lago per giungere, attraverso un ripido sentiero, a un punto panoramico d’incredibile bellezza.

Si percorre, in breve discesa, la via Panoramica per poi proseguire lungo via della Volpe e via degli Alpini - punto panoramico dotato di panchine - fino al sottostante pianoro di Lavorascio: affacciato sul golfo omonimo, rappresenta un’area naturalistica di rilievo e regala una vista indescrivibile sulle montagne del Vergante e del Verbano.

Si ritorna quindi sul bivio di via della Volpe, per proseguire su strada asfaltata, su strade interne, fino al sottostante lungolago e all’imbarcadero, punto di partenza.

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